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You are here: APS Sahaja Yoga > Racconti Web > UnaFolataDiVento r2 - 13 Dec 2004 - 10:41 - RoccoVR


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UNA FOLATA DI VENTO


E giunse anche nel paese di Macondo la notizia.

Nel porto vicino era ormeggiata una meravigliosa nave carica d’oro, e tutti, proprio tutti potevano salirci e prendere quello che volevano, ma dovevano affrettarsi perché la nave sarebbe ripartita presto.

Nel villaggio ci fu allora un gran movimento, e le persone, vecchi e giovani cominciarono a muoversi di gran carriera coi mezzi di cui disponevano, per andare alla nave.

C'era, chi sentita la notizia, cominciava a correre verso il porto e spariva magicamente all’orizzonte, oppure c'era chi, caricati grossi carri, lentamente, trascinandosi dietro la vita, partiva verso il porto.

Qualcuno, rimaneva impassibile al trambusto della gente in movimento e restava a scavare lentamente, metodicamente la propria tomba nel giardino di casa. Altri erano addirittura contrari, dicevano che era un miraggio, che era assurdo partire e lasciare il villaggio, per inseguire un sogno, e tirandosi dietro le pesanti catene a cui erano legati enormi massi di certezze pietrificate, cercava di fermare come poteva gli uomini che si dirigevano verso il mare.

Zoe non avendo carri né buoi, mise se stesso dentro due sacchi di iuta, li caricò sulle spalle e partì.

Cercava di andare veloce, ma il peso dei sacchi lo schiacciava a terra e vedeva ragazzi e ragazze spensierati sorpassarlo, da sinistra e da destra, ed evaporare all’orizzonte. Decise allora di abbandonare uno dei sacchi. Conteneva pietre nere, gommose e puzzolenti, tutti i suoi ricordi i rancori e le cose morte che portava sempre con sé.

Si rimise in cammino con un solo sacco ma si rese conto che non sarebbe giunto in tempo alla nave, mentre la folla di gente che lo superava era sempre più grande. Che cosa sarebbe rimasto per mè pensò e decise subito, in un momento di abbandonare anche l'altro sacco. Conteneva 100 alveari ognuno dei quali conteneva 1000 vespe parlanti e urlanti. Tutti i suoi pensieri confusi e distorti, che lo tormentavano ogni giorno della sua vita.

Lasciato il sacco Zoe si sentì subito leggero e felice. Questa felicità gli diede nuova energia, si mise a correre assieme agli altri verso il mare, ma in un attimo, si rese conto che in realtà si trovava già sulla nave, assieme ad una folla gioiosa e festante.

Chi lo vide per ultimo sulla strada che portava al mare, affermò che era come svanito, assieme agli altri, in una folata di vento.

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