La mano del bambino
Cammino e sento brevi e veloci passi dietro a me.
D'un tratto una manina fragile e minuta si intreccia alla mia.
Un bimbo biondo dagli occhi chiari mi prende per mano.
Chi è che mi sta accanto e mi segue ovunque vado? Perché ha scelto proprio me?
Eppure a guardare meglio questa figura mi sembra familiare,
ma quando ho già conosciuto questo bambino?
I tratti sono simili ai miei, l'espressione degli occhi, anche quel sorriso è inconfondibile!
Sì sono proprio io all'età di 6 anni.
Quante cose posso raccontare a quel fanciullo ancora così giovane e immaturo?
Ma in realtà, chi dei due deve imparare, chi è il maestro e chi il discepolo?
Io conosco il futuro che lo attende, ma lui conosce molto di più.
Io ho la forza dell'esperienza e degli errori commessi,
ma lui detiene una forza molto maggiore, la Forza dello Spirito.
Malgrado l'impegno non trovo nulla da insegnare o consigliare a questo ragazzino
perché ogni suo futuro passo, seppure errato, risponderà alla logica conseguenza
di un destino costruito giorno per giorno, esperienza dopo esperienza.
Se non posso aiutarlo a modificare il suo corso poiché è già in potenza il me di oggi,
quale insegnamento si cela dietro a questa straordinaria esperienza?
Quale strano gioco del destino ci ha fatto incontrare?
E' forse lui il mio maestro?
Dove mi vuole condurre con quest'aria così pura e innocente?
Il bambino che è in me mi ha teso la mano per ricondurmi sulla via della saggezza,
della dolcezza e della spontaneità perdute in tutti questi anni.
Qualità ormai dimenticate nel mondo di oggi,
ma che ci stanno aprendo le porte al mondo di domani.
Il bambino che è in me mi sta introducendo nel nuovo "magico Mondo dello Spirito".